di Reginaldo Palermo

“Marciare separati ma colpire uniti”: è lo slogan al quale intendono richiamarsi  i Cobas di Piero Bernocchi per lanciare un grande sciopero unitario del mondo della scuola per il prossimo autunno.

Con un comunicato pacato e puntuale Piero Bernocchi tenta di chiamare a raccolta tutto il sindacalismo di base: Dopo una trentina di anni dall’esplodere del ‘fenomeno’ Cobas e la diffusione di varie altre esperienze di sindacati antagonisti al sistema e ostili ai programmi e al monopolio della rappresentanza da parte dei sindacati di Stato, dovrebbe oramai essere chiaro che nessuna reductio ad unum, ricercata tentando di schiacciare le altre organizzazioni con una concorrenza iper-aziendalista, aggressiva e presuntuosa, è possibile. Tutti i tentativi egemonici di questi anni sono falliti, provocando solo scissioni e il moltiplicarsi delle sigle, e ostacolando la cosa più realizzabile e più utile, e cioè una programmatica unità d’azione”

 

{loadposition carta-docente}

“Tale unità d’azione – chiarisce Bernocchi – non va interpretata in maniera soffocante. Si può arrivare a lotte comuni anche se non ci si ritrova sul 100% degli obiettivi. Certo, non ci si può andare con piattaforme contrapposte, ma è sbagliato e dannoso rinunciare ad azioni unitarie solo perché non si è d’accordo su tutto”.

“Molto spesso – aggiunge il portavoce nazionale Cobas – le differenze programmatiche discendono dalle diverse ‘rappresentanze’ sociali delle singole organizzazioni: e dunque ci vuole duttilità nel cercare un’unità d’azione che includa temi e obiettivi che, pur non contrapposti, non collimino nella loro totalità”.

Bernocchi propone anche una nuova modalità organizzativa delle azioni di protesta: “Analogo discorso va fatto sull’unità d’azione nelle iniziative di piazza. Scioperare nella stessa giornata non implica necessariamente manifestare tutti nello stesso modo e negli stessi luoghi. Laddove si riesca a fare, tanto di guadagnato. Ma se questo finisce per provocare fratture, prevaricazioni o bracci di ferro sulle modalità di piazza, molto meglio articolare diverse iniziative che però non ‘si pestino i piedi’ reciprocamente”.

Ma che significa tutto ciò?

E’ presto detto: si tratta, secondo i Cobas di scegliere una data unica per una grande iniziativa che metta in campo la “massima unità possibile tra i sindacati conflittuali e antagonisti”.
Nel concreto, però, ci sono due piccoli ostacoli: intanto c’è già uno sciopero generale proclamato per il 27 ottobre da Cub, Sgb, Si-Cobas, Usi-Ait e Slai-Cobas, mentre l’Usb propende per un sciopero da farsi verso la metà di novembre.
Ed  è così che, a questo punto, Bernocchi propone di trovare una data sulla quale tutto il sindacalismo di base possa convergere. Potrebbe essere il 10 novembre, ma prima di mettere un punto fermo è necessario attendere le reazioni di tutti i soggetti interessati.