Dopo la straordinaria giornata del 30 ottobre, quando lo sciopero indetto dai sindacati di base (COBAS, Usb, Adl, Clap, Sial, Cub) – e che tante strutture studentesche hanno fatto proprio – ha portato nelle piazze .di 70 città almeno un milione di persone, il governo ha confermato la propria “sordità” alle richieste dei lavoratori/trici e degli studenti e addirittura intende ridurre ulteriormente gli investimenti per  la Scuola e la Sanità, tagliando in particolare 7000 posti di lavoro di docenti ed ATA, e così impoverendo ulteriormente  l’istruzione pubblica.

Il centrodestra  al governo sembra non voler capire che a trainare l’enorme presenza in piazza del 30 ottobre scorso, e più in generale le mobilitazioni di queste settimane, non è più soltanto, come nell’autunno scorso, l’indignazione contro il governo Netanyahu per i massacri a Gaza, ma oramai, in modo sempre più eclatante, il conflitto sociale, economico e politico nel nostro Paese, il caro vita, i costi esorbitanti dell’energia e dei beni essenziali,  la pressante richiesta di “più salario meno armi”, gli investimenti per la Scuola, la Sanità e le strutture pubbliche, il rifiuto delle strette repressive. 

Questa voluta “sordità” governativa ci impone dunque di usare  nuovamente lo strumento dello sciopero generale, pur ben consapevoli del sacrificio richiesto ai lavoratori/trici, dovendo essi/e sostenere il peso economico di due scioperi a distanza ravvicinata, in una fase di micidiale, crescente caro-vita: ma non vediamo alternative all’intensificazione del conflitto per costringere il governo a fare marcia indietro sui punti più intollerabili del proprio programma economico, sociale e politico. Forti di questa convinzione,come COBAS, insieme a Clap e Sial, abbiamo dunque indetto un nuovo sciopero generale il 20 novembre. Scegliamo questa  data sia perchè coincide con la “storica” Giornata Internazionale di mobilitazione studentesca sia per evitare, indicandone una diversa, una sorta di “concorrenza” con la Cgil che per il 20 novembre ha già convocato lo sciopero generale, malgrado questa logica “concorrenziale” sia stata  spesso applicata  dalla Cgil nei confronti nostri e del sindacalismo di base.

Dunque i COBAS, insieme a Clap e Sial, invitano i/le lavoratori/trici a scioperare e manifestare il 20 novembre CONTRO il caro-vita che impedisce di far fronte alle spese per i beni essenziali e PER la reintroduzione di meccanismi automatici (un aggiornamento  della “storica” scala mobile) che garantiscano il pieno adeguamento delle retribuzioni e delle pensioni all’inflazione reale; PER impedire la cancellazione di 7 mila posti di lavoro di docenti ed ATA che impoverirebbe ulteriormente l’istruzione pubblica, PER una scuola migliore , strutturalmente e didatticamente, per tutti/e e di tutti/e; CONTRO l’economia di guerra e lo spostamento di risorse dalle spese sociali agli armamenti; PER massicci investimenti nei settori pubblici Scuola-Università, Sanità, Trasporti, Servizi di Assistenza, e il taglio  drastico delle spese militari; CONTRO la politica degli appalti e l’abuso del lavoro part-time imposto; PER l’introduzione per legge del salario minimo; CONTRO le leggi  “securitarie” miranti a colpire il dissenso e il conflitto sociale, sindacale e politico.

Nella giornata del 20 novembre effettueremo manifestazioni territoriali che verranno comunicate a breve.

Piero Bernocchi  portavoce Confederazione COBAS