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GOVERNO RENZI: TRA IMBARAZZI E PROMESSE VAGHE OTTIENE LA FIDUCIA AL SENATO E OGGI SI REPLICA ALLA CAMERA

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Notizia scritta il 25/02/14 alle 17:29. Ultimo aggiornamento: 25/02/14 alle: 18:42

elmettorenzieAggiornamento 25 febbraio: Con 169 voti a favore e 139 contro il Senato ha accordato ieri, lunedì 24 febbraio, dopo la mezzanotte la fiducia al primo governo . Il predecessore Letta aveva ottenuto 172 voti a Palazzo Madama. Hanno votato contro Sel, Lega Nord, Forza Italia, Movimento Cinque Stelle e Gal.

Oggi la replica alla Camera dove i numeri per Renzi sono più rassicuranti. Dalle dieci sono iniziati gli interventi, nel primo pomeriggio la replica del Presidente del Consiglio, dalle sedici le dichiarazioni e poi il voto di fiducia. Ieri Renzi parlando in Senato non è entrato nel merito e nello specifico delle questioni e dei provvedimenti che il governo si propone di attuare, provvedimenti anticipati nelle scorse settimane ma per cui, secondo diversi analisti, mancherebbero le coperture economiche. Il commento del sociologo Marco Revelli.Ascolta.

Il contributo anche con Paolo Pini, docente di economia politica ed economia del lavoro all’università di Ferrara e di sbilanciamoci.info . Ascolta o scarica il contributo

LUNEDI’ 24 FEBBRAIO: “E’ il tempo del coraggio servono scelte radicali”. Così Matteo Renzi nel suo discorso programmatico al Senato, lunedì 24 febbraio. Renzi ha spiegato che scuola, lavoro, capacità di attrarre investimenti sono tra gli obiettivi urgenti del nuovo governo. Annunciata inoltre una immediata riduzione a due cifre del cuneo fiscale. Entro giugno poi un pacchetto organico di revisione della giustizia, a partire da quella amministrativa.

Sul tema giustizia abbiamo intervistato Patrizio Gonnella, presidente di AntigoneAscolta.

“Il primo impegno è lo sblocco totale dei debiti della Pubblica Amministrazione attraverso un diverso utilizzo della Cassa Depositi e Prestiti” ha poi proseguito Renzi che ha citato i giovani e il dramma della disoccupazione: “Chi è entrato in una fabbrica o ha incontrato lavoratori, sa bene che quelli sulla disoccupazione non sono solo ‘numerini’, ma indici di una situazione “impietosa e devastante”, che “richiede un cambio radicale della politiche economiche e provvedimenti concreti che con Padoan,  abbiamo discusso e approfondiremo nelle prossime settimane”. Per il lavoro “non ci saranno parole, ha aggiunto Renzi, ma interventi precisi. Nessun decreto crea posti lavoro, ma da marzo partiremo con la discussione parlamentare del cosiddetto piano per il lavoro che interverrà con regole innovative” anche “perché senza nuove assunzioni il problema delle garanzie non si pone nemmeno”.

Ai nostri microfoni, sul tema del lavoro, Piero Bernocchi della Confederazione COBASAscolta.

Tra le priorità citate dall’ex sindaco di Firenze anche la legge elettorale, l’Italicum  legata alla riforma del titolo V e del senato che, nel programma dell’esecutivo, dovrebbe essere affrontata già a Marzo. Un passaggio del discorso programmatico  è dedicato anche al mondo della scuola e della cultura: preannunciato “un programma straordinario nell’edilizia scolastica sui territori, partendo dalle richieste dei sindaci” e un tour per le scuole italiane del premier. Per quanto riguarda la cultura invece questa dovrà aprirsi agli investimenti dei privati.

In attesa del voto di fiducia al nuovo esecutivo è però già tempo di polemiche e imbarazzi a cominciare dal chiaro conflitto di interessi del ministro allo Sviluppo Economico Federica Guidi, fino a ieri ad di Ducati Energia ed ex presidente Giovani Industriali di Confindustria. Ad andare all’attacco è lo stesso Fassina del Pd che aggiunge: “il governo ha voluto dare un messaggio chiaro a Berlusconi, scegliendo questa persona per un ministero che ha competenza anche sulle telecomunicazioni”.

Messaggio chiaro di Renzi anche quello del ministro dell’Economia, l’ex capo-area di Ocse, Pier Carlo Padoan, imposto da Napolitano e Troika a guardia delle politiche rigoriste. Un esempio tra tanti: Padoan è stato l’uomo che ha gestito per conto del Fmi la crisi argentina, portando nel 2001 Buenos Aires al fallimento a seguito delle politiche liberiste  che distrussero il tessuto sociale del Paese.

Il commento ai nostri microfoni di Francesco Schettino, economista e ricercatore presso l’università La Sapienza di RomaAscolta.

LEGACOOP AL GOVERNO,  IN SCIOPERO – Messaggio chiaro da parte di Renzi anche quello del ministro dell’Economia, l’ex capo-area di Ocse, Piercarlo Padoan, di fatto imposto da Napolitano e Troika a guardia delle politiche rigoriste e di austerity, ma anche quello del neoministro del Lavoro, Giuliano Poletti, fino a ieri presidente del colosso emiliano Legacoop, impegnata – tra le mille altre cose – pure nel settore logistica, come insegna la recente vertenza Granarolo.

E proprio da Bologna, ieri, domenica, è arrivata la prima risposta dal basso a questa nomina: un’assemblea generale del settore logistica con l’indizione di un nuovo sciopero nazionale per venerdì 28 febbraio, che vedrà nuovamente assieme facchini e solidali,

Il servizio con Fulvio Massarelli, Radio Info Aut.

 – E non è un caso nemmeno che tra i pochi ministri confermati da Renzi figuri Maurizio Lupi, titolare proprio delle Infrastrutture. Il ciellino, ora in forza a Ncd, ha già annunciato il suo primo impegno da successore di se stesso: una bella visita al cantiere di Chiomonte, “per dare  solidarietà a chi lì ci lavora”.   Evidente il richiamo alla mobilitazioni No Tav del 22 febbraio, che ha avuto in Torino e in Val di Susa le manifestazioni numericamente più corpose e significative.

Su questo sentiamo Nicoletta Dosio, Comitati Popolari No Tav Val di Susa.

 & REPRESSIONE – Anche a Roma sabato migliaia di persone sono scese in piazza per ricordare Valerio Verbano, solidarizzare con i No Tav e anche con gli attivisti per il diritto all’abitare ai domiciliari o con obbligo di firma ormai da dieci giorni.

Cinque giorni fa, due attivisti – Luca Fagiano del Coordinamento cittadino di lotta per la casa e Paolo Di Vetta dei Blocchi Precari Metropolitani – hanno iniziato lo sciopero della fame contro la repressione che colpisce i movimenti in Italia, da Nord a Sud.

La corrispondenza da Roma con Paolo Di Vetta, Blocchi Precari Metropolitani.