Nel suo intervento a Davos, in cui tra l’altro ha annunciato un incontro Trilaterale Ucraina-Russia-Usa, Zelensky ha preso a schiaffoni l’UE per la sua subordinazione a Trump e a Putin, per la sua inconsistenza politica, ideale e morale, per la sua frammentazione “bottegaia” e la sua ignavia/passività/piccineria su tutti i grandi temi di conflitti planetari. Particolarmente duro (e totalmente condivisibile) sulla vigliaccheria europea durante le orrendi stragi dei manifestanti in Iran. Ecco alcuni brani del suo intervento:
“Sui massacri in Iran, tutti aspettano di vedere cosa faranno gli Stati Uniti. L’Europa non offre nulla e non vuole affrontare il problema sostenendo il popolo iraniano e la democrazia di cui ha bisogno. Si è parlato molto delle proteste in Iran, ma sono state soffocate nel sangue. Il mondo non ha aiutato il popolo iraniano, è rimasto in disparte. Quando i politici hanno iniziato a prendere posizione, l’Ayatollah aveva già ucciso migliaia di persone. Cosa diventerà l’Iran dopo questo spargimento di sangue? Se il regime sopravviverà, invierà un chiaro segnale a tutti i prepotenti: uccidete abbastanza persone e resterete al potere”.
E così purtroppo andrà: la vetusta retorica “pacifista”, secondo la quale ogni popolo si deve liberare da solo e pacificamente, dovrebbe prendere atto che, con il totale controllo mediatico e informativo e l’esclusiva altrettanto totale della più illimitata forza, uniti alla più feroce volontà dei governi di usare qualsiasi livello di violenza appaia in grado di conservare loro il potere, senza dover pagare alcun prezzo a livello internazionale, nessun popolo, pacificamente, si libererà più. E d’altra parte, in queste settimane l’unico timore dei governi europei e in particolare delle “sinistre” istituzionali è stato quello di un intervento militare Usa in Iran come in Venezuela: e non essendo accaduto, si sono voltati tutti dall’altra parte e sui 15 mila o giù di lì eroici manifestanti massacrati è stato calato il sipario/sudario. Idem ovviamente per la compagneria “campista” italica pronta a scendere in piazza anche in 24 ore se Trump fosse intervenuto o intervenisse come in Venezuela, ma vigliaccamente indifferente alla più grande strage di manifestanti degli ultimi due secoli, a livello planetario. Cosicché, per fare una modesta e purtroppo quasi invisibile “discesa in piazza” non ci è restato altro che andare con un migliaio di persone (età media oltre i sessanta) da Amnesty al Campidoglio venerdi scorso, con la pessima compagnia dei leader del “campo(santo) largo”.
Piero Bernocchi





















