Confederazione Cobas

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VERSO LO SCIOPERO GENERALE DEL 28 GENNAIO

Malgrado la pesantezza dell’ignobile ricatto di Marchionne, il 52% degli operai della Fiat Mirafiori ha risposto un secco NO nel referendum-capestro; e solo la truppa dei 500 capetti e gerarchie aziendali inquadrati come “impiegati” (che hanno votato non solo nel seggio 5, come riportato dai massmedia, ma anche nel 2C), ha provocato il successo di Pirro Marchionne.

Questo risultato, oltre ad essere un grande esempio di resistenza e di forza operaia, mostra l’estrema fragilità della vittoria “pirresca” del capo-banda Fiat: e dunque riapre la partita a Mirafiori e negli stabilimenti Fiat e dà la forza ai lavoratori/trici per uscire dai tempi umilianti di vita della Cassa Integrazione a zero ore e fortificare la resistenza operaia, preparando la controffensiva. Per questo le RSU COBAS di Mirafiori (8% alle ultime elezioni), che hanno contribuito in maniera decisiva, grazie al lavoro di centinaia di operai, iscritti/e o simpatizzanti COBAS, all’eccellente risultato referendario (malgrado tale contributo determinante sia stato oscurato non solo da quasi tutti i massmedia ma anche dalla Fiom), e che in questi anni sono stati sempre in prima fila negli scioperi e nelle manifestazioni, hanno costituito il Coordinamento dei Lavoratori e delle Lavoratrici in Cassa Integrazione a Mirafiori.

Con un volantino distribuito oggi alle porte di Mirafiori i COBAS hanno iniziato la costruzione della resistenza organizzata contro l’Accordo-Vergogna e contro chi crede di cancellare impunemente un intero pezzo di storia, quella dei diritti dei lavoratori. I COBAS chiamano i lavoratori/trici in Cassa Integrazione ad essere protagonisti del Coordinamento: a iniziare dai conflitti vertenziali che sta impostando il nostro Studio Legale sulla illegittimità e/o incostituzionalità di molti dei diktat dell’Accordo-Vergogna, fino ad investire di iniziative la società, istituendo collegamenti con le lotte degli altri lavoratori, degli studenti, dei movimenti in difesa dei beni comuni e dei servizi pubblici.

Nell’immediato, la splendida risposta all’Accordo-Vergogna potenzia le fondamenta su cui poggiare lo sciopero generale del 28 gennaio che i COBAS hanno convocato per tutte le categorie del privato e del pubblico impiego, estendendo quello che la Fiom aveva indetto per i soli metalmeccanici, rispondendo anche alle richieste di generalizzazione dello sciopero venute dai movimenti degli studenti e assumendosi quell’onere che la Cgil, corresponsabile delle politiche liberiste di questi anni e della distruzione dei diritti sindacali e del lavoro, rifugge nel timore di una estensione del conflitto contro l’arroganza padronale e governativa.

Dunque, il 28 gennaio nelle piazze (i COBAS promuoveranno manifestazioni regionali, a Roma l’appuntamento è a P.della Repubblica alle ore 10) deve convergere il più ampio fronte sociale per battere gli Accordi-Vergogna, il liberismo padronale e governativo, smascherare la finta “opposizione” parlamentare e i sindacati collaborazionisti, per riconquistare i posti di lavoro, il reddito, le pensioni, l’istruzione e le altre strutture sociali pubbliche, i beni comuni, la democrazia nei posti di lavoro e nella società.

Piero Bernocchi portavoce nazionale COBAS